Via da Saluggia, il prima possibile!

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha finalmente pubblicato sul proprio sito l’elenco delle aree idonee per il deposito nazionale delle scorie nucleari e per il parco tecnologico, contenuto nella Carta Nazionale delle Aree Idonee (Cnai). Un’ottima notizia, che certifica la serietà del lavoro del Ministro Gilberto Pichetto e del Governo Meloni.

Dopo anni di battaglie, combattute anche dal sottoscritto, riparte dunque l’iter che significa la soluzione ad un problema, quello delle scorie, che risale al 1987, ma che per il Monferrato, anche torinese, vuol dire ben di più, e cioè la prospettiva della chiusura dell’Eurex di Saluggia. Un sito “provvisorio” che potenzialmente potrebbe determinare “rischi per la collettività, essendo vicino sia a due fiumi, la Dora Baltea e il Po, nonché una minaccia anche per i pozzi dell’Acquedotto del Monferrato, che serve circa cento comuni della nostra regione”. La citazione è mia e risale a un mio intervento alla Camera dell’aprile del 2021.

Bene, dunque, la decisione di andare avanti, aprendo anche alla possibilità di ulteriori autocandidature, sia da parte di enti locali che presentino aree da loro considerate utilizzabili, sia da parte del Ministero della Difesa nel caso di aree militari dismesse riutilizzabili in tal senso. Aree che possono offrire opportunità di tutela e controllo maggiori rispetto ad altre. Ricordo che tale previsione fu uno degli impegni che inserii io stesso nella mozione d’indirizzo approvata dalla Camera dei Deputati proprio in quel periodo, qualche settimana dopo la pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee. Carta in cui erano presenti anche il sito di Mazzè-Caluso e quello di Carmagnola, aree agricole di pregio che oggi vedono riconosciuta la loro non idoneità ad ospitare il deposito, come insieme ai Sindaci della zona e a tanti cittadini abbiamo sostenuto fin dal primo momento. Un risultato per il territorio della Città Metropolitana, del carmagnolese, del calusiese e del chivassese che è giusto sottolineare.

L’auspicio, dunque, è che da oggi l’iter proceda spedito e si arrivi ad una soluzione quanto prima, superando l’attuale situazione che vede una serie di depositi temporanei, in primis Eurex di Saluggia. Luogo in cui è in gioco molto di più dell’interesse collettivo: Eurex è un sito non adatto, essendo come abbiamo già visto posto in prossimità dell’immissione della Dora Baltea nel Po e dei pozzi che alimentano l’Acquedotto del Monferrato. Tanto per citarmi ancora una volta, “a livello internazionale è l’indice di radioattività che misura la pericolosità di un materiale o meno. In questo caso si parla di gigabecquerel, che in Italia sono circa 3,1 milioni, dei quali – lo dico da piemontese – 2,3 milioni sono in Piemonte in questo momento; di questi 2,3 milioni di gigabecquerel, 2 milioni e 260 mila si trovano all’Eurex di Saluggia”.

Le scorie sono già nel cortile di qualcuno, in questo caso molto pericolosamente in un territorio non idoneo ad ospitarle. Perché mette a rischio ambientale tutto il bacino del Po. Ma è giusto e doveroso che l’Italia abbia il suo deposito nazionale permanente, in totale sicurezza. Da una parte, dunque, sono soddisfatto che finalmente il meccanismo si sia sbloccato, dall’altra auspico veramente che non si perda né l’occasione, né ulteriore tempo.