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Il possibile ruolo di Torino nelle Olimpiadi 2026

In queste settimane è aperto il dibattito sul possibile coinvolgimento di Torino durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. C’è infatti la proposta di riqualificare l’Oval del Lingotto per ospitare le gare di pattinaggio di velocità, invece di costruire una struttura ex-novo a Rho Fiera. Per la decisione dobbiamo aspettare ancora un paio di settimane.

Sulla partecipazione io sono a favore, e anzi, a mio avviso, il tentativo di farne parte arriva troppo tardi. Dovevamo batterci con forza, a suo tempo, per essere sede ufficiale dei Giochi Olimpici: è stato un errore non metterci in gioco fin da subito e rifiutarci di lavorare su una stretta collaborazione con Milano e Cortina. Abbiamo perso un’occasione, ma adesso possiamo impegnarci a non farci scivolare via del tutto l’opportunità dalle mani.

Un evento di questa portata è una vetrina non indifferente per il nostro territorio. Non dimentichiamo il rilancio di Torino con le Olimpiadi 2006, durante e dopo le quali la nostra città ha avuto un grande risalto a livello internazionale. Non dimentichiamo i tanti posti di lavoro che l’intero progetto ha portato, le opere pubbliche che sono state realizzate – come la Linea 1 della metropolitana.

Torino le strutture le ha già, e un restauro ha costi inferiori rispetto a un investimento per le nuove costruzioni. I governatori delle regioni interessate, Lombardia e Veneto, si dicono pronti ad affrontare le spese, ma penso che, in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo, con un debito pubblico sempre più elevato, sia necessario impegnarsi per la salvaguardia delle risorse pubbliche. Come fare? Una soluzione, a mio parere, è, appunto, quella di evitare di costruire strutture superflue, la cui gestione post-olimpica è incerta e che rischiano di non valere l’ingente investimento economico, e sfruttare invece le risorse già a disposizione. In questo caso, valorizzando ciò che è stato fatto a Torino e in Piemonte.