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4 anni di Parlamento, celebrati tra gli studenti UniTo

🇮🇹 Il 23 marzo 2018 era il mio primo giorno alla Camera dei Deputati.
Quattro anni dopo, intervenire ad un incontro con un gruppo di giovani universitari è stato il modo migliore per celebrare una ricorrenza importante per il mio percorso politico nelle Istituzioni.
Si è trattato senza ombra di dubbio di una quelle occasioni che ti riconciliano con la politica, quella con la P maiuscola, perché le ragazze e ragazzi di Obiettivo Studenti della Facoltà di Giurisprudenza a Torino hanno dimostrato una volontà di partecipazione non scontata. Che mi ha davvero rinfrancato e arricchito.
Il mio auspicio è che anche per loro sia stato interessante e che li abbia indotti a mettersi in gioco in prima persona!

Sostegni Ter – Intervento in Aula

Oggi sono intervenuto durante la discussione generale del Decreto Sostegni Ter in Aula a Montecitorio. Un decreto varato in un contesto profondamente diverso rispetto a quello attuale, in cui viene affrontato il dibattito.

Rimangono interventi significativi e corretti, dai crediti di imposta per imprese energivore agli aiuti destinati con una prosecuzione di quel cambio di paradigma che tante volte FI aveva chiesto e su cui il Governo Draghi ha correttamente segnato una discontinuità rispetto al Governo Conte: no alla esclusiva rigidità dei codici ATECO, sì all’intervento in base a chi ha più bisogno di sostegno.

Potete trovare queste e altre riflessioni nel mio intervento integrale disponibile cliccando qui

Sul territorio a Chivasso

Oggi sono intervenuto alla cerimonia di scopertura del pannello in basaltina con l’incisione de “La Vaccinazione” (riproduzione del celebre dipinto di Demetrio Cosola, “La vaccinazione nelle campagne” del 1894), che ha avuto luogo presso il Palazzo dell’Economia e del Lavoro “Luigi Einaudi” di Chivasso.
L’opera, commissionata dal Comune all’associazione “Animum Ludendo Coles – L’isola che c’è”, è stata realizzata in ricordo delle vittime del Covid 19 e per tributare la riconoscenza della città alla comunità medico-scientifica.
La manifestazione si è svolta in occasione della giornata nazionale in ricordo delle vittime del covid-19. Ricorrenza, quest’ultima, istituita dal Parlamento lo scorso anno a seguito dell’approvazione definitiva di una proposta di legge a prima firma del sottosegretario Giorgio Mulé, che anche io avevo sottoscritto.

PNRR, ogni promessa è un debito (Articolo pubblicato su Lo Spiffero)

Parlare di Pnrr, di impatto sulle nostre amministrazioni regionali e locali e di prospettive economiche nel medio-lungo periodo può apparire del tutto fuori luogo in questo periodo. Non abbiamo, infatti, nemmeno fatto in tempo ad uscire da una pandemia mondiale – che ha causato più di 6 milioni di morti in tutto il mondo e danni per l’economia ancora ben lungi dall’essere riassorbiti – che la guerra, con tutte le sue catastrofiche conseguenze per le persone coinvolte, è tornata nel cuore dell’Europa, mettendo fine ad un lungo periodo di pace che ciascuno di noi dava, evidentemente sbagliando, per scontato.

Dal febbraio 2020 ad oggi abbiamo assistito, nostro malgrado, al completo stravolgimento delle nostre certezze, vivendo uno stato di emergenza – economica, sociale, sanitaria, finanche emotiva – che ha determinato interventi di natura straordinaria. E il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – cioè l’attuazione in Italia del Recovery Plan previsto in sede europea nell’ambito del Next Generation Eu, il Pnrr appunto – è ascrivibile proprio a questi interventi straordinari. Anzi, da questo punto di vista, è lo strumento finanziario principale, redatto e messo in campo proprio per far ripartire le economie europee, già in precedenza fortemente minacciate dalla competizione globale, e ancora più in affanno a seguito della diffusione del covid-19.

I numeri sono noti: 750 miliardi di euro a disposizione dei 27 Paesi Ue, suddivisi tra una quota di sovvenzioni (circa 360 miliardi) e una quota di prestiti (circa 390 miliardi), di qui al 2026. In questo quadro, le risorse previste per l’Italia sono ingenti, e cioè un totale di 191,5 miliardi, di cui 68,9 come contributi a fondo perduto e 122,6 di prestiti. Il Pnrr italiano ha, dunque, la dotazione finanziaria complessiva più ampia, perché qui si è deciso di far ricorso ai prestiti nella misura massima possibile: dei circa 166 miliardi di cui gli Stati europei hanno scelto di dotarsi ricorrendo a tale ulteriore forma di indebitamento, infatti, quasi il 74% (122,6 miliardi, appunto) è destinato all’Italia. Per fare un esempio, la Spagna ha deciso di richiedere e, quindi, impiegare le sole risorse a fondo perduto (circa 70 miliardi), così come la Francia (41 miliardi), la Germania (28 miliardi) e tanti altri Stati meno paragonabili all’Italia per Pil e numero di abitanti. Per questi ultimi, dunque, nessun indebitamento ulteriore rispetto all’attuale consistenza del loro stock di debito pubblico.

Questi dati ci costringono, pertanto, a sottolineare un altro aspetto significativo, che però nella narrazione quotidiana sulle virtù e sulle opportunità del Pnrr tende a non emergere in tutta la sua portata: e cioè che l’ingente quota a prestito – che l’Italia ha deciso di impiegare tra il 2021 e il 2026 per finanziare la gran parte delle sei missioni previste dal piano – dovrà essere rimborsata in trent’anni, tra il 2028 e il 2058. Come? Riducendo le spese, aumentando le entrate o emettendo debito proprio, per un importo che sarà certamente tra i 4 e i 5 miliardi annui, anche in virtù di un ormai certo aumento dei tassi di interesse, che peraltro già in queste settimane ha iniziato la sua corsa verso l’alto.

Ecco perché ho ritenuto opportuno, in tutte le occasioni in cui mi sono trovato pubblicamente ad illustrare le linee di azione del Pnrr a favore delle amministrazioni locali, sottolineare l’importanza di impiegare al meglio le risorse disponibili: l’obiettivo prioritario deve essere quello di mettere a terra un “piano di riforme, di semplificazioni e di razionalizzazioni, di norme abilitanti la crescita, di azioni volte a superare i divari territoriali, ad assicurare la parità di genere e la piena partecipazione alla vita economica da parte delle nuove generazioni”.

È proprio quanto ha affermato la scorsa settimana il ministro Franco nel corso dell’audizione presso le Commissioni parlamentari congiunte Bilancio e Finanze di Camera e Senato, sede in cui ha aggiornato il Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr. Ed è esattamente quanto penso anch’io sia doveroso perseguire, perché l’obiettivo che dobbiamo darci, concreto e misurabile, è di aumentare sensibilmente il tasso di occupazione, con particolare riguardo a chi oggi ha meno opportunità, cioè giovani, donne e residenti nelle aree periferiche del Paese.

Anche su questo aspetto, giusto per ricordare un paio di numeri a supporto di tale urgenza: l’Italia ha un tasso di occupazione che, pur registrando – secondo i dati Istat diffusi qualche giorno fa – una crescita del 2,4% rispetto a dodici mesi prima, a febbraio 2022 supera di poco il 59% della popolazione attiva, mentre la Francia a fine 2021 superava il 68% e il Regno Unito, paragonabile a noi per numero di abitanti, era oltre il 75%. Significa che in Italia abbiamo meno di 23 milioni di occupati che producono reddito, consumi e gettito erariale diretto e indiretto, mentre in Francia e nel Regno Unito se ne contano certamente più di 30 milioni in termini assoluti. Una bella – bella si fa per dire! – differenza, che anche solo intuitivamente ci dovrebbe allarmare, specie in relazione alla possibilità di finanziare, e per quanto tempo ancora, le attuali misure assistenziali.

Le amministrazioni, a tutti i livelli, vedono le risorse del Pnrr come una straordinaria opportunità per rilanciare le loro comunità locali. E giustamente sono preoccupate di poter essere all’altezza con le proprie strutture nel rispondere ai bandi e nella fase della progettazione, per non ritrovarsi paradossalmente un pugno di mosche in mano. È una preoccupazione sana, che testimonia quanto i nostri rappresentanti sul territorio siano responsabili nello svolgimento del loro mandato. Ed è una preoccupazione che dovrebbe affiancarsi ad un altro aspetto, da monitorare con altrettanta attenzione rispetto all’impiego delle risorse per le spese di investimento: è cioè l’entità e la qualità delle spese correnti che saranno connesse alle opere pubbliche.

Facciamo un esempio, su un argomento che interessa tutti: la sanità. Se è vero che il progetto di rafforzare la medicina territoriale con i fondi Pnrr passa attraverso la realizzazione delle case e degli ospedali di comunità, strutture fisiche distribuite in modo più capillare nelle aree interne del Paese, è altrettanto vero che esse per poter svolgere la propria funzione al servizio dei cittadini dovranno essere dotate del personale necessario. Tema, quest’ultimo, che sta emergendo proprio in questi giorni, anche alla luce della richiesta – e della necessità, direi – di stabilizzare il personale assunto a tempo determinato per far fronte all’emergenza covid, che ha lavorato nelle nostre strutture sanitarie in via continuativa per almeno 18 mesi negli ultimi due anni. Assolvendo, peraltro, ad una previsione normativa contenuta nella Legge di bilancio per l’anno in corso. Si tratta di spesa corrente che deve trovare copertura, per evitare di avere tante belle opere pubbliche da inaugurare, ma non funzionali all’erogazione dei servizi alla cittadinanza. Ce ne stiamo occupando?

In conclusione, bene che con il Pnrr si tornino finalmente a finanziare in modo sensibile le spese di investimento. Ad esse dovremo affiancare un’oculatezza rigorosa nell’impiego dei fondi disponibili e un’attenzione estrema alla gestione del nuovo debito, con un occhio vigile alle spese correnti strettamente necessarie (e aggiuntive). Con un obiettivo di fondo: una crescita economica duratura, che garantisca in primo luogo nuova occupazione. È questo l’indicatore di risultato che decreterà il successo o meno del nostro impegno per le prossime generazioni.

Link articolo su Lo Spiffero https://lospiffero.com/ls_article.php?id=64008

DDL Montagna – Interventi Fiscali

Comunicato Stampa in merito all’approvazione in Consiglio dei Ministri del DDL Montagna, su iniziativa del Ministro Mariastella Gelmini, che contiene importanti misure a vantaggio delle aree montane.

 

🟢🟢 GIACOMETTO (FI),da dl interventi fiscali importanti (ANSA) 🟢🟢

“Con l’approvazione da parte del governo del DDL montagna si fa un passo avanti importante nella direzione giusta. L’ottimo lavoro del Ministro Gelmini consente alle aree montane di vedersi finalmente coinvolte in un processo di attrattività che potrà avere risvolti concreti sulle loro economie. L’adozione del credito d’imposta per le attività agricole in territorio montano così come gli incentivi di natura fiscale per giovani imprenditori che scelgono di insediarsi in Comuni montani, sono interventi che dimostrano come la leva fiscale possa essere utilizzata in modo intelligente e vicina alle esigenze del territorio. Particolare soddisfazione anche per le ricadute senz’altro positive che tutto questo avrà sul nostro Piemonte, dove la montagna e i comuni montani rappresentano una componente fondante del tessuto economico.”

Conferenza Stampa – Anagrafe Tributaria

Si è tenuta questa mattina alla Camera dei Deputati la conferenza stampa di presentazione del documento conclusivo approvato dalla Commissione bicamerale di vigilanza sull’anagrafe tributaria, nella quale rappresento Forza Italia come capogruppo, in merito a “digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati fiscali”. Di seguito, una sintesi del mio intervento.
Giacometto (FI): Indagine conoscitiva sull’interoperabilità delle banche dati fiscali a disposizione del Parlamento
🗃💻 Anche con l’indagine conoscitiva sull’interoperabilità delle banche dati fiscali la Commissione bicamerale sull’Anagrafe tributaria ha confermato la bontà del proprio metodo di lavoro, che nella Legislatura in corso ha già prodotto documenti importanti per il Parlamento sia sul tema della fiscalità immobiliare, che come sappiamo grava in misura troppo significativa sulle tasche dei cittadini-contribuenti, sia in merito all’approfondimento sui bonus immobiliari. In particolare, nel corso delle più di 30 audizioni relative all’indagine presentata oggi, è emerso come sia indifferibile dare concreta attuazione a tutte quelle norme che negli anni scorsi hanno introdotto e poi ribadito il principio del “once only”, nel rapporto tra i cittadini e l’Amministrazione finanziaria e non solo.
▶️ Un tema che attiene, appunto, anche all’interoperabilità e cioè alla possibilità che le banche dati siano condivisibili tra i vari livelli amministrativi della nostra organizzazione statale. Perché se è vero che le pubbliche amministrazioni devono evitare di chiedere ai cittadini e alle imprese informazioni già fornite, è altrettanto vero che lo scambio di quelle stesse informazioni tra enti pubblici consentirebbe di sventare all’origine tentativi di truffa nei confronti dello Stato. Si pensi, a solo titolo di esempio, ai cosiddetti furbetti del reddito di cittadinanza, che dichiarano all’INPS di avere i requisiti di residenza per avere l’assegno, pur non avendoli: l’anagrafe nazionale della popolazione residente dovrebbe essere accessibile e consentire di bocciare immediatamente le domande prive del requisito.
🌎 Su questo e su altri aspetti, dal rapporto paritario tra cittadino e amministrazione finanziaria nel conoscere i dati in possesso di quest’ultima, passando ai principi di trasparenza e accountability, fino all’esigenza di non delegare all’intelligenza artificiale ogni modalità di accertamento fiscale nei confronti dei cittadini e delle imprese, mantenendo come elemento essenziale la motivazione dell’atto, il lavoro fatto dalla Commissione è a disposizione del Parlamento perché sia tradotto in norma e utilizzato al meglio in vista dei prossimi provvedimenti. Per quanto riguarda l’attenzione alla digitalizzazione la strada intrapresa dal Governo Draghi ha per altro già segnato in positivo una discontinuità: si pensi nell’ambito della funzione pubblica al lavoro del Ministro Brunetta, che con INPA ha realizzato un vero e proprio “Portale del Reclutamento” in cui sono già stati inseriti milioni di curricula. Uno strumento innovativo, sul modello LinkedIn, che finalmente ci mette al passo con le aspettative delle nuove generazioni.

Una via per aiutare

Una via per aiutare. Si chiama così l’evento di beneficenza ospitato in via Monferrato, strada pedonale piena di fascino all’ombra della Gran Madre, domenica 19 dicembre 2021.

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In ricordo di Antonio Martino

Ci mancheranno la cultura, il garbo, l’ironia, l’intelligenza del nostro Antonio Martino. Un liberale vero, una persona perbene. A lui la gratitudine di tutta la comunità di Forza Italia. Ai suoi familiari il nostro abbraccio affettuoso e riconoscente.

Ciao Antonio, a Dio.

Aiuti per imprese e famiglie, interveniamo subito!

Oggi pomeriggio si riunirà il Consiglio dei Ministri per trattare tra le altre cose il tema energia e le problematiche emerse in merito al bonus 110%.
👉 Forza Italia avanzerà richieste concrete per dare risposte immediate ad imprese e famiglie.
Non possiamo attendere oltre!